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Rossano fu fondata dai Romani nel 194a .C., che per la sua posizione naturalmente fortificata la privilegiarono impiantandovi una loro colonia. Riuscì a resistere agli attacchi dei Visigoti e dei Romani e non è mai stata conquistata dai Saraceni. Dal VI all’XI secolo la città conosce un periodo di massimo splendore, consolidandosi come uno dei più importanti centri militari e politico-amministrativi.
Nel X secolo Rossano diventa la capitale dei possedimenti bizantini in Italia, sede dello Stratego, di Vescovado, e centro di vita culturale e religiosa grazie alla continua e massiccia migrazione dei monaci orientali che sfuggendo alle invasioni si riversarono in Calabria. Questi monaci hanno dato vita al movimento monastico detto “Basiliano” , facendo diventare Rossano uno dei centri ascetici più importanti del Mezzogiorno, hanno lasciato anche un segno tangibile del loro passaggio nel fenomeno rupestre degli eremi e delle lauree.
Ma il più importante segno lasciato da questi religiosi è rappresentato dal Codex Purpureus, uno dei più antichi e preziosi codici miniati della paleografia medievale portato dagli stessi monaci orientali. E’ un prezioso Evangelario proveniente da uno degli scriptoria dell’Asia minore.
Rossano, nel corso dell’età medievale è una delle città più importanti di irradiazione dell’Ellenismo religioso e culturale come testimoniano le scuole monastiche cittadine e le istituzioni educative di alta qualità. Da queste scuole escono uomini coltissimi come S.Nilo, fondatore di numerosi monasteri, tra i quali Badia di Grottaferrata; e San Bartolomeo, discepolo di S. Nilo. Sorgono in questo periodo i gioielli bizantini di Rossano: il San Marco, la Panaghia, il Pilerio.
La struttura edilizia della città a forma di foglia di vite è uno degli esempi più suggestivi di urbanistica bizantina. Da questo circuito si aprivano sette porte che davano accesso alla città : Porta Rupa, Porta Leonarda o Nardi, Porta Giudeca, Porta Melissa poi Porta Bona, Porta Cappuccini, Porta Portello, Porta dell’Acqua. Nel XII secolo la città passa sotto il dominio dei Normanni, ma mantiene la propria autonomia e ordinamenti interni tanto da farla proclamare Città Regia. Nel secolo XI la città viene elevata ad Arcivescovado.
Un lungo processo di decadenza ha inizio con la dominazione sveva prima, e quella angioina poi, che vedrà Rossano trasformarsi da Città Regia a Principato. Il periodo aragonese (1442-1504) fu travagliato dalle lotte civili e dalle continue incursioni della pirateria turca, che costringono la città a costruire misure di sicurezza lungo tutto il litirale ionico.
Durante la dominazione spagnola (1504-1714) Rossano si sviluppa urbanisticamente e si arricchisce di numerosi edifici rinnovandosi come città di cultura, tra cui due Accademie : quella dei Naviganti e quella degli Spensierati. Durante il decennio francese (1806-1815) si registra una generale ripresa della vita amministrativa, economica e sociale della città, per cui Rossano torna ad essere Città Regia. Successivamente iniziarono i lavori per la rete ferroviaria lungo il litorale ionico determinando l’espansione della zona e la crescita del nuovo centro urbano di Rossano Scalo.
Nel corso del ‘900 Rossano vive le vicende che caratterizzano tutta la Calabria: il dramma dell’emigrazione, è al centro delle lotte sociali, sindacali e politiche, patisce le sofferenze e le ingiustizie per la dittatura fascista, svolge una funzione attiva nel lento processo della ricostruzione della vita civile esercitando un ruolo trainante per tutta la regione.
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Tante strade per una vacanza avvincente e varia tutto l'anno
Rossano è suddivisa in tre parti, abbiamo il centro storico, Rossano scalo e Rossano mare
Il Centro storico è tra i più belli e importanti del Sud Italia, con le sue piazze, le chiese, e i musei. Molto interessante da visitare è la Cattedrale; la sua costruzione avvenne nella zona detta "acqua molle" oggi piazza Duomo, sull'antico oratorio dove il monaco Efrem secondo una tradizione, venerava l'immagine dell'Achiropita, la quale è situata sulla parete di un pilastro del Duomo, il cui primo impianto risale, probabilmente, al periodo bizantino. L'Achiropita, cioè non "dipinta da mano umana", che prima veniva chiamata "Odigitria", cioè la condutrice, rappresenta la Vergine con il Bambino in braccio.
Negli antichi locali ricavati alla sagrestia della Cattedrale trova ancora posto il Museo Diocesano di arte sacra, tra le opere più importanti da ammirare c'è il "codex Purpureus", che è l'espressione massima della cultura bizantina in Rossano, unico al mondo nel suo genere. È composto da 188 fogli, corredati di 15 tavole miniate d'ineguagliabile bellezza artistica e con ricche simbologie spirituali. Nel Museo Diocesano sono anche conservati: lo specchio greco del V secolo a.C., l'importantissimo anello detto di S. Nilo del XIII sec., le tele del '600, le pergamene varie e i numerosi paramenti sacri, nonché i preziosi oggetti argentei appartenuti ai Vescovi succedutisi nella Diocesi di Rossano-Cariati
Dopo la cattedrale si possono anche visitare la chiesa di S. Marco e la Panaghia. S. Marco si erge su di una rupe, alla fine di Corso Garibaldi. È un Oratorio bizantino del IX-X sec., dalla tipica pianta a croce greca, caratterizzata da cinque cupolette cilindriche a calotta, tre piccole absidi e tre bifore rivolte ad oriente; all'interno conserva frammenti di decorazioni ad affresco. La Panaghia è localizzata in via San Giovanni di Dio e quindi urbanisticamente proprio nel punto centrale della città, è stretta e circondata da un agglomerato di edifici che ne occultano le sue armoniose e graziose linee architettoniche. È una Chiesetta del IX-X sec., ad un'unica navata, che conserva al suo interno frammenti di affreschi raffiguranti S. Giovanni Crisostomo e S. Basilio di Cesarea; all'esterno dell'oratorio è degna di nota la decorazione dell'abside in duplice fascia di mattoni.
È possibile visitare anche importanti palazzi come quelli di: Pisani, Amarelli, Malena, Sorrentino, De Rosisi, Fontanella, Martucci.
Rossano scalo rinomata per i suoi locali, il mare, e per i divertimenti e servizi.
Il mare, uno spettacolo di giorno ed un incanto di sera al tramonto. Oltre a tuffarsi e bagnarsi nelle calde e limpidi acque del mar Jonio è possibile ritrovarsi, in pochi minuti, nel cuore della Sila Greca, nelle verdi oasi dei boschi secolari, e, con un po’ di spirito d'avventura in più, risalire il corso di un torrente, tra le fitte gole e le rumorose cascate Sul lungomare di S. Angelo a Rossano Mare è possibile ammirare la Torre Stellata (sec. XVI), che è una fortezza a cinque punte di diamante, simile ad una stella, posta nell’antichità a guardia di Rossano; al centro della stella si erge un pozzo che attraversandola verticalmente, serviva all'approvvigionamento idrico di tutti i piani. Essa aveva la duplice funzione di avvistamento e di protezione del territorio dalle incursioni nemiche.
Dalla vecchia statale 106, in contrada Piragineti, salendo da una strada panoramica che si affaccia su tutta la Piana di Sibari, immerso in un lussuraggiante bosco, sulle montagne fra Rossano e Corigliano, si arriva all'antico cenobio del Patire, Abbazia normanna del XI-XII sec, posto su una terrazza naturale, che si affaccia sul Golfo di Sibari. All'esterno presenta tre imponenti absidi proiettati verso Oriente, ognuna delle quali presenta cinque arcate cieche policrome. Mentre all'interno ampi frammenti musivi decorano il pavimento; nei quattro medaglioni principali sono raffigurati un centauro, un liocorno, un grifone e un felino con testa a maschera umana, simbologia che si ritrova simile nei mosaici del Duomo.
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