|
|
|
Storia della liquirizia
Pianta spontanea appartenente alla famiglia delle Leguminosae, la Glycyrrhiza glabra è conosciuta da oltre 35 secoli. Dalle sue radici si estrae un succo dal gradevole gusto dolce amaro e dalle benefiche virtù: giova alla digestione, regolandola perfettamente in ogni sua fase, protegge l’apparato respiratorio e lenisce la gola. Nota già agli antichi medici cinesi, citata da Ippocrate come rimedio per la tosse , la Liquirizia prende nome da due termini greci, "glykys" che significa dolce e "rhiza" che vuol dire radice. E' una pianta cespugliosa perenne che cresce lungo le coste adriatiche fino a gran parte dell'Asia centro meridionale e dalla sua radice si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in acido glicirrizico (minimo 4%).
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
Principali impieghi alimentari e farmaceutici.
Le notizie più antiche, circa l'uso della liquirizia, risalgono a 6.000 anni fa; infatti, è stata addirittura trovata in alcune tombe di Faraoni egiziani. Le civiltà dei romani e dei greci, come quella indiana e cinese, conoscevano le proprietà di questa pianta, e medici come Galeno, Celso, Teofrasto e Ippocrate la prescrivevano per la cura della tosse, delle coliche renali ed epatiche, dei bruciori allo stomaco, e, come pomata, per medicare le ferite. Nei secoli, la liquirizia ha continuato ad essere utilizzata e i libri di fitoterapia ne contemplano costantemente l'uso. Le radici e gli stoloni, che sono rami striscianti sul terreno, devono essere estirpati in ottobre - novembre, da piante che non abbiano meno di quattro anni e, puliti e fatti essiccare, devono essere tagliati in piccoli pezzi e conservati in vasi di vetro in luogo asciutto.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Attività biologica
Trattamento dell’ulcera - La liquirizia si è dimostrata un farmaco efficace nella cura dell’ulcera duodenale. Il farmaco antiulcera Carbenoxolone, è stato sviluppato nei primi anni ’60 e, al pari degli estratti di liquirizia, mostra proprietà protettive nei confronti delle mucose gastriche. Necrosi delle mucose gastriche indotte da etanolo nei topi venivano marcatamente contrastate dal Carbenoxolone, che proteggeva le mucose anche contro lesioni indotte da acido acetilsalicilico (la comune aspirina) e da indometacina. Il Carbenoxolone accelera nell’uomo la guarigione dell’ulcera senza una significativa inibizione della secrezione acida. Nonostante le proprietà positive, nel 30% dei casi risolti, il Carbenoxolone provoca alcuni effetti collaterali, quali edema, ipocalemia (eccessiva perdita di potassio) e ipertensione.
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|